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Carezze e corazze

Giorgio Piccinino

Questo articolo parla di riconoscimenti. In un modo un po’ inconsueto, forse, per una rivista scientifica, ma questa volta ho deciso di parlare di me. Della vita di un terapeuta e del valore del mio lavoro. E di quanto contano le carezze che riceviamo per tenere ben alta la passione per gli altri, per le loro storie e per la loro evoluzione. Eppure la riflessione attorno a questo tema mi sembra spesso insufficiente, non ci soffermiamo abbastanza sulle vite che sanno prescindere dai riconoscimenti. Sono possibili vite così? Le “Fami” berniane sono davvero l’impulso vitale al cui soddisfacimento dedichiamo la nostra vita? Questo articolo parla dunque anche d’altro: di carezze buone e di carezze cattive, di comportamenti auto generati, di pulsioni naturali, di “buddità”, di accettazione delle proprie qualità, e infine, almeno da un certo momento della vita in poi, di indipendenza dalla carezze e di contemplazione. Senza imbucarsi nel narcisismo.

Neopsiche 16

Anno 2014

Pagina 80-100

Autonomia

Carezze

Fami

Riconoscimento